Il mondo come volontà e rappresentazione
La volontà
Com'è possibile cogliere l'essenza del mondo? Per Schopenhauer, al fine di cogliere il significato e l'essenza del mondo, è necessario andare oltre il livello delle semplici rappresentazioni. Questo passaggio è reso possibile dal fatto che il soggetto conoscente non è pura attività teoretica (una «testa d'angelo alata»), ma ha un corpo, il quale trasmette all'intelletto i dati che gli servono per rappresentarsi il mondo.
Che tipo di rapporto ha l'uomo con il suo corpo? L'uomo coglie il proprio corpo in due modi diversi: da un lato, come «oggetto fra oggetti», mediante la rappresentazione dell'intelletto; dall'altro, come «volontà», mediante un'esperienza immediata. I movimenti del corpo si rivelano quindi come espressioni fenomeniche (vale a dire oggettivazioni) della volontà, che è irresistibile impulso alla vita e all'azione.
La negazione della volontà di vivere
Che cosa viene soppresso insieme con la negazione della volontà? Dopo aver individuato l'essenza del mondo fenomenico nella volontà di vivere e aver dimostrato che l'infelicità umana deriva proprio da quell'essenza, l'autore riconosce che, una volta negata alla radice tale volontà, viene sradicato dall'animo umano anche il desiderio: «quel perenne premere e spingere senza meta e senza posa». Con la soppressione della volontà è azzerato tutto il mondo, comprese le forme che lo rendono comprensibile all'intelletto, ossia le categorie del tempo e dello spazio.
In che cosa consiste l'esperienza del nulla che deriva dall'estinzione della volontà? Il passaggio finale del brano è un elogio della pace che si raggiunge nello stato del nirvana, quando la fiamma del desiderio è stata totalmente spenta. Si definisce con chiarezza a questo punto il compito della filosofia che, per l'autore, è essenzialmente "negativo": negazione della volontà. Si tratta di un obiettivo estremamente arduo da raggiungere, perché implica la soppressione della stessa essenza dell'uomo, della sua natura più profonda. Coloro che riescono a compiere un simile atto di noluntas ottengono la pace in quanto viene annullata la fonte dell'inesauribile desiderio, e dunque dell'inevitabile insoddisfazione e perenne frustrazione, che caratterizza la vita.

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