Gli anni tormentati della giovinezza
Il pensiero di Kierkegaard nasce in opposizione all'Idealismo (Hegel) e si concentra sull'esistenza del singolo uomo. La sua vita fu segnata da una "cupa religiosità" familiare e da un profondo senso di colpa ereditato dal padre (un "grave peccato" mai chiarito), che lo portò a vedere i rapporti umani in modo negativo e a considerarsi un'eccezione rispetto alla normalità.
Nel 1841, Kierkegaard lasciò la fidanzata Regina Olsen nonostante l'amasse. Questa scelta dolorosa fu dettata dalla sua convinzione di essere un "eccezione" e dalla necessità di dedicarsi interamente a Dio. Questo evento segnò il primato dell'impegno religioso su ogni altra forma di vita sociale o affettiva.
La ricerca della filosofia come impegno personale
Kierkegaard vede la filosofia non come un sistema astratto (critica a Hegel), ma come una verità per cui vivere e morire. Prende come modello Socrate e la sua ironia: non per scherzare sulla realtà, ma per smascherare le illusioni e richiamare l'uomo alla serietà della vita e alla necessità della scelta individuale.
Lo sfondo religioso del pensiero di Kierkegaard
Per Kierkegaard, l'esistenza è basata sulla scelta e il "divenire cristiano" è il compito più alto. Tuttavia, egli entrò in duro conflitto con la Chiesa luterana danese, accusandola di essere diventata una struttura di potere mondana che aveva ridotto il messaggio di Cristo a una dottrina vuota, dimenticando il sacrificio e l'imitazione reale di Gesù.
A differenza di Hegel, che cercava di conciliare gli opposti in una sintesi, Kierkegaard sostiene che la vita mette l'uomo di fronte ad alternative inconciliabili (Aut-Aut). La scelta non è un esercizio teorico, ma una responsabilità radicale che impegna l'individuo nel profondo.
Le tre possibilità esistenziali dell'uomo
Kierkegaard individua tre stadi o fasi che rappresentano le possibilità esistenziali dell'uomo nel mondo: lo stadio estetico, quello etico e quello religioso. Essi costituiscono delle alternative inconciliabili, i termini di un'opposizione assoluta e radicale, come indica il titolo di ama delle opere principali dell'autore, Aut-Aut (1843), che in latino significa appunto "o-o» e designa la scelta obbligata e inderogabile tra due opzioni. Questo scritto fondamentale è composto di due parti, dedicate rispettivamente alla vita estetica e a quella etica.
La vita estetica
È la forma di vita di chi vive nell'istante, cercando il piacere e fuggendo la noia (figure simbolo: il seduttore Johannes o il Don Giovanni). Tuttavia, questa vita è destinata al fallimento: la ricerca continua di novità porta alla perdita della personalità e, inevitabilmente, alla disperazione e alla noia.
L'esteta è colui che vive per rendere la propria vita un'opera d'arte.
• Il principio: La ricerca del piacere e la fuga dalla noia. L'esteta non sceglie mai nulla definitivamente, perché scegliere significa escludere altre possibilità.
• Le figure: Il Don Giovanni (seduzione sensuale, accumulo di conquiste) e Johannes (seduzione intellettuale, gode della conquista psicologica più che fisica).
• Il fallimento: Vivendo solo nell'istante e non costruendo nulla di duraturo, l'esteta cade inevitabilmente nella noia e, infine, nella disperazione. Questa disperazione è positiva se spinge l'uomo a fare un salto verso lo stadio successivo.
La vita etica
Si basa sulla stabilità, sul dovere e sulla responsabilità verso la famiglia e la società (figura simbolo: il marito). Qui l'uomo sceglie se stesso e accetta la normalità. Tuttavia, anche la vita etica è insufficiente perché può scivolare nel conformismo e non riesce a risolvere il profondo senso di colpa dell'uomo di fronte a Dio.Nello stadio etico, l'uomo smette di inseguire l'eccezione e abbraccia la "normalità" diventando un membro attivo della società.
• Il principio: La continuità, il dovere e la responsabilità. Qui l'uomo sceglie se stesso e si assume il peso della propria storia.
• Le figure: Il marito e il buon cittadino. II matrimonio è il simbolo dell'etica perché trasforma l'amore (che per l'esteta è solo passione passeggera) in un impegno costante nel tempo.
• Il fallimento: L'uomo etico si rende conto che, per quanto si sforzi, non potrà mai essere perfetto di fronte a Dio. Scopre il proprio peccato e la propria finitezza. Il pentimento per le proprie colpe lo porta a desiderare una salvezza che l'etica da sola non può dare.
La vita religiosa
Rappresentato dalla figura di Abramo, questo stadio è il salto nel buio della fede. La fede è un paradosso scandaloso: Abramo accetta di sacrificare il figlio Isacco per obbedire a un comando divino che va contro la morale umana. Il rapporto con Dio è solitario, irrazionale e sospende ogni regola generale.È lo stadio più alto e difficile, dove l'individuo si trova solo davanti all'Assoluto.
• Il principio: La sospensione della morale comune in nome di un comando divino superiore. La fede è paradosso e scandalo: non è rassicurante e non segue la logica umana.
• La figura: Abramo. Dio gli ordina di sacrificare il figlio Isacco. Dal punto di vista etico, Abramo sarebbe un assassino; dal punto di vista religioso, è il "padre della fede" perché obbedisce a un comando irrazionale confidando totalmente in Dio.
• La solitudine: Nello stadio religioso non ci sono regole sociali che tengano. L'uomo è in un rapporto privato e "terrificante" con Dio, un salto nell'ignoto che richiede un coraggio immenso.

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